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25 ottobre 2011 / francesco

La Somalia sarà il terzo fronte francese in Africa?

Dopo Libia e Costa d’Avorio, la Francia sta per aprire un terzo fronte in Somalia? Secondo quanto affermato da un maggiore dell’esercito keniano, Emmanuel Chirchir, una potenza occidentale – la Francia per il Nouvel Observatuer – nella notte tra sabato e domenica, avrebbe sostenuto l’avanzata dell’esercito di Nairobi nel sud della Somalia, verso Chisimaio, roccaforte degli islamisti Shabaab.

L’ufficiale, in un’intervista al New York Times, ha parlato di incursioni aeree e bombardamenti dal mare che avrebbero causato la morte di alcune decine di miliziani. La Francia ha dispiegato delle navi da guerra davanti le coste somale nell’ambito dell’operazione antipriateria denominata Atalante, spiega Le Figaro

L’informazione è stata smentita da Thierry Burkhard, portavoce dello Stato Maggiore transalpino: “Nessuna imbarcazione della marina francese ha bombardato il suolo somalo, non ci sono truppe francesi sul terreno”. L’intervento è stato negato anche dal ministero della Difesa, che ha tuttavia confermato un “aiuto logistico limitato“. Nello specifico, la Francia ha messo a disposizione dell’esercito di Nairobi un C-160 Transall per il trasporto di materiale dalla capitale verso l’aereporto di Wajir, nel nord del paese. Il velivolo militare non avrebbe comunque oltrepassato il confine somalo.

Lo scenario di guerra vedrebbe coinvolti nelle retrovie anche gli Stati Uniti, che avrebbero messo a disposizione alcuni droni, aerei senza pilota, per sorvolare l’area a sud della Somalia. Va ricordato che gli Stati Uniti hanno già effettuato bombardamenti chirurgici in quella zona, gli ultimi nel giugno scorso.

Le milizie Shabaab sono accusate di essere i principali artefici dei rapimenti di stranieri avvenuti nelle località turistiche keniote negli ultimi mesi, rapimenti che gli islamisti non hanno mai rivendicato. Il Kenia ha così deciso un intervento militare unilaterale cominciato il 16 ottobre.

In Francia, politica e opinione pubblica sono state scosse dalla vicenda di Marie Dedieu, 66 anni, paraplegica, rapita il primo ottobre da un villaggio turistico sull’isola di Lamu e morta in mano ai rapitori: la donna era malata e non è riuscita a sopravvivere senza i suoi farmaci. Ora, i rapitori starebbero cercando di vendere la salma.

Un altro cittadino francese è stato rapito il 14 luglio 2009, si chiamerebbe Denis Allex. Il condizionale è d’obbligo visto che si tratterebbe di un agente della Dgse, il servizio informazioni all’estero francese. Il ministro della Difesa, Gérard Longuet, ribadendo che la Francia non ha intenzione di mettere in atto delle “rappresaglie” per la morte della Didieu, ha aggiunto di non aver nuove informazioni sulle sorti di Allex.

Lo scenario nel sud della Somalia è estremamente complesso. L’area a ridosso del confine è da tempo attraversata da conflitti clanici per il controllo delle risorse destinate agli aiuti umanitari e dei principali snodi commerciali. La cittadina di Chisimaio, 800.000 abitanti, è sotto il controllo degli Shabaab dall’ottobre 2009. Nelle ultime 48 ore a Nairobi si sono verificati due attentati dinamitardi che hanno causato complessivamente un morto e una ventina di feriti.

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