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9 settembre 2010 / francesco

Le ultime “soffiate” su Acta

Doveva essere segretissimo, e invece, ormai con cadenza periodica, sul web continuano a circolare bozze e documenti confidenziali. Stiamo parlando di Acta, il nuovo e per molti versi temutissimo trattato globale anti-contraffazione in via di definizione attraverso una serie di incontri che vedono coinvolti Unione Europea, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Marocco, Messico, Nuova Zelanda, Singapore e Svizzera. Si tratta dell’ultimo grande accordo internazionale per rinforzare le misure di tutela della proprietà intellettuale, e combattere la pirateria.

L’ultimo round dei negoziati si è svolto a Washington ad agosto. Appena chiusi i colloqui è arrivata on line l’ultima “soffiata”, stavolta pubblicata sul sito dell’associazione Knowledge Ecology International. Sembrerebbe che, anche grazie alla pressione dell’opinione pubblica, le posizioni espresse siano diventate progressivamente più ragionevoli. Cadute le minacce di controlli alle frontiere per scandagliare nei lettori mp3 la presenza di materiale scaricato illegalmente, e dell’estensione della cosiddetta “dottrina dei tre colpi” (se ti becco tre volte a scaricare e condividere materiale protetto dal copyright ti tolgo la connessione) ora pare sia caduta anche la responsabilità legale per i fornitori di connettività, gli Internet service provider, per l’utilizzo della banda che fanno i propri clienti. Tuttavia il testo in discussione potrebbe obbligare gli Isp a comunicare alle autorità competenti i dati identificativi degli utenti “sospetti”.

Rimane sul tavolo il forte inasprimento delle sanzioni per chi tenta di superare le cosiddette tecnologie anti-copia. Si chiede ai paesi di mettere in atto misure per prevenire le infrazioni e la diffusione di condotte illegali. Secondo il blog TorrentFreak (uno dei più accurati sull’argomento, già citato in altre occasioni da giornali come il New Yourk Times e il Guardian), su questo punto “il testo è aperto alle interpretazioni, apre la porta ad ogni sorta di sistema di filtraggio che può essere usato per bloccare siti che sono ritenuti illegali, una misura che sta molto in alto tra i desiderata dei gruppi anti-pirateria”. Sono evidenti le possibili implicazioni per il diritto alla libertà di espressione in rete. Acta potrebbe avere anche delle implicazioni concernenti i brevetti sui farmaci e la possibilità di produrre farmaci generici nei paesi in via di sviluppo.

Ad ogni modo, dopo due anni di discussioni, Acta sarebbe in dirittura d’arrivo, almeno a sentire il parere del professor Michael Geist, canadese, il più autorevole esperto in materia. Forse Obama lo potrà sbandierare come un successo prima delle prossime elezioni di medio termine, a novembre. L’amministrazione statunitense è quella che più di tutti si è opposta alla pubblicizzazione e alla trasparenza del negoziato. 369 parlamentari europei hanno intanto sottoscritto una dichiarazione che chiede ai rappresentanti dell’Unione Europea ai colloqui di rendere pubblico tutto il testo del negoziato prima di firmare qualsiasi accordo.
Il prossimo incontro è previsto in Giappone entro la fine di questo mese.

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