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27 ottobre 2008 / francesco

Sulla scuola/1

Qualche nota su quello che sono riuscito a capire sulle “novità” che stanno provocando le proteste nella scuola.

Due le leggi contestate: la legge 133, già passata in Parlamento, che è poi la legge di conversione del famigerato decreto 112 (quello che comprendeva anche la vergognosa norma contro i precari e a favore di Poste Italiane), ovvero una legge che riguarda una serie di misure di razionalizzazione della spesa pubblica; la legge 137, quella che introduce per intenderci il maestro unico.

Mi concentro sulla 133. L’articolo che interessa la scuola è il 64. Alcune cose le capisco, altre no…

1.Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l’anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.

L’affermazione in grassetto significa, semplicemente, più alunni e meno docenti.

2.Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l’anno scolastico 2007/2008.[…]

Meno 17 per cento di personale ATA in 3 anni.
Complessivamente secondo la CGIL saranno 130.000 licenziamenti

6. Fermo restando il disposto di cui all’articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dall’attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.

In totale un risparmio per lo stato di 7 miliardi e 832 milioni

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