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22 novembre 2007 / francesco

Bugie II

Baby squillo per pagare debiti? Nessun caso segnalato alle procure

Il capo del Dipartimento giustizia minorile sull’affermazione del ministro Amato: “Mai nessuna denuncia o segnalazione di bambini coinvolti in fatti simili: la prostituzione minorile è un fenomeno conosciuto ma non riguarda bambini’’. Da Redattore Sociale

ROMA – Non ci sono in Italia bambini che giocano a dadi e pagano i debiti organizzando la baby prostituzione, o quanto meno nessun fatto del genere è stato mai denunciato o segnalato all’autorità giudiziaria. A precisarlo, in riferimento alle recenti dichiarazioni del ministro degli Interni Giuliano Amato, è il capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile del ministero della Giustizia Carmela Cavallo. “Ho inviato una nota indirizzata a tutti i procuratori della Repubblica presso tutti i Tribunali per i minorenni d’Italia – afferma Cavallo – chiedendo se ci fosse stata nel loro distretto, cioè nel loro territorio di competenza, una segnalazione o una denuncia relativa a fatti inquadrabili nelle dichiarazioni rese dal ministro Amato, cioè di bambini abituati a giocare a dadi forti somme di denaro, o comunque somme squilibrate per la loro età, e poi a pagar debiti organizzando la baby prostituzione”. “Ebbene – riferisce il capo dipartimento – tutti i procuratori mi hanno comunicato che non c’è stato mai nessun fatto ascrivibile a simili fattispecie. Mai dunque le autorità competenti hanno avuto a che fare con bambini giocatori di dadi o con l’organizzazione da parte di bambini di un giro di prostituzione”.

Il ministro dell’Interno, nel corso di un incontro a Benevento dello scorso 18 novembre, aveva affermato: “Ho saputo una cosa sconvolgente, che ci sono bimbi che si giocano a dadi centinaia di euro e che poi organizzano la baby-prostituzione per pagarsi i debiti”. “Questo accade in Italia, tra di noi – aveva commentato in quell’occasione Amato – e la politica deve cogliere questi fenomeni. Non è sociologia, questa è politica, perché se non facciamo qualcosa per riacchiappare la situazione e ridare fiducia al paese saremo condannati da Dio e dagli uomini”.

Secondo il capo del dipartimento per la Giustizia minorile è fondamentale distinguere l’età dei minori protagonisti di questi fatti: “Che esista la prostituzione minorile è purtroppo un fatto, un fenomeno che si cerca di ridurre giorno dopo giorno: deve essere chiaro però che non si tratta di bambini, cioè di giovanissimi di otto, dieci o undici anni”. Il fenomeno della prostituzione minorile riguarda infatti essenzialmente ragazzi e ragazze fra i 16 e i 18 anni, con numerosi casi anche di quattordicenni. Non bambini, però. “Se poi ci fosse davvero stato un fatto così grave, per quanto isolato – puntualizza la dott.ssa Cavallo – avrebbe dovuto essere segnalato anzitutto alla procura della Repubblica”. La notizia giunta e poi riferita alla stampa dal ministro Amato non trova dunque alcuna conferma nei dati dell’autorità giudiziaria. “Mi è sembrato opportuno puntualizzare – conclude il capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile – perché non possiamo fare salire ulteriormente l’allarme sociale”. (Stefano Caredda)

P.s.: sto pensando ad una serie di post sulle stronzate che vengono propinate dalla “politica”. Il primo post è questo.

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