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3 ottobre 2007 / francesco

Questione di stile

Manifesto fascista e razzista contro l’immigrazioneOggi ho letto due volte la parola invasione, associata ai dati sull’immigrazione in Italia, raccolti nel rapporto ISTAT. Su Metro, sparata come titolo d’apertura in prima pagina. Ma anche su “La Stampa”, nell’attacco dell’articolo. Si sa bene, il linguaggio da forma alle idee. E i giornalisti dovrebbero sapere quali responsabilità hanno nel plasmare e nell’influenzare il linguaggio.

Ora, sul dizionario on line De Mauro, questa è la definizione di invasione:

1- penetrazione, ingresso in un territorio, in uno stato, di truppe, di forze armate allo scopo di saccheggiarlo, occuparlo e sim.: i. del territorio nemico, compiere un’i., difendersi da un’i., invasioni barbariche
2a- estens., irruzione violenta di persone in un luogo: i. di dimostranti nel palazzo del comune
2b- afflusso di un gran numero di persone in un luogo: un’i. di turisti; anche scherz.: un’i. di amici in casa
3a- diffusione nociva e inarrestabile: i. di cavallette, di topi
3b- fig., propagazione, contagio dilagante: i. di un morbo, di un’epidemia
3c- inondazione: i. delle acque
4- fig., di prodotto commerciale, diffusione massiccia sul mercato: i. di libri stranieri
5- BU fig., usurpazione, ingerenza arbitraria
6- TS sport, nella pallavolo, fallo consistente nello sconfinamento di un giocatore o di una parte del suo corpo nel campo avversario, durante una fase di gioco
7- TS med., presenza e diffusione nell’organismo di agenti patogeni, spec. batteri e parassiti

E’ chiaro che il concetto denota una visione del flusso migratorio come di un qualcosa che viene esclusivamente subito dal paese ospitante, e per di più con connotazioni estremamente negative, che vanno dall’occupazione fisica dello spazio, all’infiltrazione virale. Utilizzare il termine invasione parlando di immigrazione significa non tenere minimamente conto, ad esempio, del fabbisogno di manodopera straniera da parte di molte settori produttivi nel nord Italia. Come si fa a parlare di invasione se sono gli stessi “occupati” a richiedere la presenza degli “occupanti”?

Nello studio Flussi migratori e mismatch nel mercato del lavoro, uno studio del 2003 che credo si possa considerare ancora valido visto che i dati in Italia parlano di percentuali ancora basse rispetto al resto d’Europa, Marcella Corsi dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, scrive:

L’analisi sull’andamento dell’offerta e della domanda di lavoro immigrato in Italia suggerisce l’esistenza di un forte problema di mismatch sul mercato del lavoro italiano. Il crescente fabbisogno di manodopera straniera da parte delle imprese, soprattutto nelle regioni settentrionali del paese, si scontra infatti con una disponibilità di lavoratori extracomunitaria che, pur in aumento negli ultimi anni, risulta fortemente limitata dal rispetto delle quote annuali di ingresso su base regionale.

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One Comment

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  1. MIKI / Nov 2 2009 3:04 pm

    SE ANDIAMO AVANTI DI QUESTO PASSO L’ ITALIA NON SARA’ PIU’ UN PAESE CRISTIANO, MA DIVENTERA’ UN PAESE ISLAMICO.
    PIUTTOSTO CHE VEDERE L’ ITALIA DI RELIGIONE ISLAMICA PREFERISCO MORIRE! LA RELIGIONE ISLAMICA E’ LA PIU’ STUPIDA CHE POSSA ESISTERE SULLA FACCIA DELLA TERRA!
    NO ISLAM!!!

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