Ringrazio Raffaele Matrolonardo per aver segnalato una notizia che mi era sfuggita e che merita una certa attenzione.
Enzo Rossi possiede un pastificio. Per capire come vivono le sue operaie ha deciso di campare per un mese con il loro stesso stipendio. Non ce l’ha fatta. Ha provato con mano le difficoltà di vivere con un salario insufficiente ad arrivare alla ormai fatidica ultima settimana, e alla fine ha deciso di aumentare gli stipendi.
Mi ha colpito un passaggio dell’intervista, in cui il sig. Rossi dice: “stiamo tornando all’800, quando nella mia terra c’erano i conti e i baroni da una parte ed i mezzadri dall’altra, e si diceva che i maiali nascevano senza coscia perché i prosciutti dovevano essere portati ai padroni”.
C’ha preso. Almeno se l’Istat non dice stronzate: “l’indice di concentrazione dei redditi colloca l’Italia, insieme a Portogallo, Spagna, Irlanda e Grecia, tra i Paesi europei a maggiore diseguaglianza tra ricchi e poveri. Il 20% delle famiglie più agiate detengono il 40% delle ricchezze italiane. Inoltre il nostro Paese si colloca tra quelli a minore mobilità sociale. Risulta infatti difficile passare da una classe sociale all’altra. Le donne hanno una probabilità maggiore di quella maschile di permanere nella classe di origine: è il caso delle figlie della classe operaia agricola e della borghesia. L’incidenza sul reddito delle spese per l’abitazione è del 9,2% per le famiglie più ricche e del 30,7% per quelle più povere”.
In sostanza, la fotografia di una società arcaica. Altro che Ottocento! Sembra il Medioevo.
Tag: povertà, povertà in Italia, rapporto Istat sull'economia, salari
Novembre 21, 2007 alle 2:16 pm |
gran gesto davvero!
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