I veri pirati

By cesco

La notizia è di qualche tempo fa.

Fa un video, che va Youtube. La Viacom, ovvero la proprietaria del network MTV, ma anche della Paramount e della DreamWorks e di tanta altra roba, pensa bene di prenderlo e di ritrasmetterlo all’interno di un programma televisivo prodotto da una delle sue emittenti.

Il nostro, orgoglioso del suo lavoro, apprezzato anche dai big dell’intrattenimento mainstream, riprende lo spezzone del programma tv e mette anche questo su Youtube, come a dire: “Signore e Signori, non so mica stupido!! Mi mandano pure i canali nazionali!!”

E qui casca l’asino. Si, perché alla Viacom hanno pensato bene di denunciarlo per violazione del copyright!!! Come a dire: il video l’hai fatto tu ma io l’ho utilizzato in una mia trasmissione e per diffondere un brano della mia trasmissione, anche se è un brano che manda roba fatta da te, devi chiedere il prermesso, e paghi!!

La Viacom già aveva accusato Youtube.

Questa vicenda mostra le due facce dell’attuale contesto di produzione, diffusione e consumo di opere creative. Il peer to peer, i canali più o meno legali di condivisione consentono agli utenti di accedere alla produzione culturale in maniera fino ad oggi impensabile, gratis o a basso costo. Allo stesso tempo, il protagonismo delle masse nella produzione di contenuti, mette a disposizione delle grosse corporation preziose informazioni su idee, relazioni sociali, gusti e tendenze, ma anche la possibilità concreta di lucrare, sfruttando la rigidità del sistema di tutele della proprietà intellettuale.

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